Dalle distrazioni alle intenzioni, riflessioni su: BYOD user aim was ‘very intentional’

Prendiamo spunto per questa riflessione dall’intervista di Brett Taylor, ex  CTO di Facebook ma non solo, che parlando del suo nuovo prodotto QUIP, ha pensato agli utenti BYOD come portatori in azienda di un nuovo modo di collaborare grazie appunto a QUIP.
In effetti BYOD per molti è stato visto come un virus, una minaccia, un trojan che andava a toccare la sicurezza delle imprese, e per altri invece, riprendendo l’articolo BYOD 2.0,  una opportunità, come ad esempio Taylor.  Utilizzare il fenomeno BYOD come cavallo di troia del cambiamento e del modo di relazionarsi in azienda, è quindi attuale e concretamente possibile. Rimane il fatto di superare i cavalli di frisia, fisici e culturali, posti ai confini delle aziende per difenderne la sicurezza.  E quindi se la cattiva notiza per gli IT Manager è l’ondata di dispositivi, e conseguenti app in arrivo “It looks like the Bring Your Own Device movement is in full swing. A new study from Juniper Research forecasts that that the number of employee-owned smartphones and tablets used in enterprise will top a staggering one billion by 2018”  , la buona motizia è che sia le organizzazioni aziendali, che i CIO, grazie a BYOD hanno la possibilità di riconfigurare e semplificare i propri modelli collaborativi aziendali. I vantaggi competitivi sono garantiti e sicuri, e inotre si darebbe spazio alla partecipazione collaborativa in azienda  anzichè una cieca obbedienza alle procedure. Dall’epoca del “One size fits all” all’ al Bring Your Own Collaboration”   Qui trovate l’intervista completa ricca di spunti e le conversazioni sul tema del BYOd continuano anche nella comunità dedicata al tema www.byod.it



Categorie:Cloud integration Design

Tag:, ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: