Big Data e Marketing: la nuova febbre dell’oro

Oggi, la quantità di informazioni e dati che vengono prodotti, che sono disponibili in ambiti sia aziendali, che privati e pubblici attraverso gli Open Data, sta aumentando in maniera esponenziale sia in volumi che nel numero di fonti disponibili. Un fenomeno che è stato racchiuso in un termine: Big Data.

BigData e Marketing: la nuova febbre dell’oro” è il titolo, o meglio l’affermazione da cui ha preso il via il seminario svolto il 10 Marzo presso l’Università Bicocca di Milano sotto l’egida del Master ICT Management.

In questo contesto la metafora della “febbre dell’oro” è stata usata dal nostro CEO, Massimo Manzari, come rappresentazione dell’attuale corsa alla scoperta del nuovo oro odierno, i Big Data, e il loro utilizzo per fini marketing.

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Partendo quindi con immagini della febbre dell’oro dell’epoca del west americano, dove molti si lanciarono all’avventura e pochissimi si arrichirono, e arrivando ai giorni nostri giorni dove la ricchezza viene cercata nel trattamento dei rifiuti elettronici, ricchi di materiali preziosi, ma portatori di problemi sociali ed ambientali, per arrivare ai Big Data come rappresentazione delle miniere dell’oro dei giorni nostri.

L’impatto dei Big Data sulle vite delle persone non può essere sottovalutato e siamo noi stessi, con il nostro quotidiano (vita privata, lavoro, ricerca etc.) ad alimentare costantemente questa massa di dati non strutturati che per alcuni possono diventare un filone d’oro da sfruttare o da utilizzare per interpretare e guidare delle scelte.

Dati che sono generati da applicazioni e dispositivi che le persone lasciano consapevolmente, e a volte anche inconsapevolmente, a disposizione di terzi che poi “scavano” all’interno per trovare ciò che ritengono utile.source: www.greenpeace.org

E’ importante essere consapevoli quindi che in questa attuale sovrapproduzione di informazioni, information overload, molte informazioni e dati presenti nella galassia dei Big Data sono “immondizia” da cui forse si potrebbe trovare l’oro che si cerca, ma se non ci si pone con metodo, si potrebbe anche finire in miseria come fu per molti cercatori dell’epoca del west.

Da qui il messaggio utilizzato da Massimo Manzari per avviare il seminario, ovvero che per aver successo con i Big Data “bisogna porsi in maniera critica partendo da delle domande, piuttosto che dalle risposte” (la mole di dati disponibili) e citando un noto economista italiano, ha ricordato che  “Non conosce chi cerca, bensì colui che sa cercare”.

Un tema, “il saper cercare”, che contraddistingue le attività delle persone di Mind-Mercatis nell’affrontare progetti di sviluppo per il supporto alle decisioni nelle organizzazioni aziendali,

Una cronaca del seminario è disponibile all’indirizzo www.masterict.unimib.it e per chi vuole approfondire il tema dell’analisi dei dati e strumenti di decisione rimanga in contatto con noi seguendoci sul nostro profilo Twitter, sul sito e su questo blog, anche per avere più dettagli sul seminario di approfondimento che si terrà entro la fine del mese di Aprile 2015.



Categorie:Design dell'offerta, Futuro presente

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