Anzichè alzare il ponte, abbassa il fiume

Ovvero la metafora del Big Data e la veloce lentezza delle decisioni.

E’ capitato a tutti noi di fare un acquisto col mitico amazzone del web, colui che cavalca impavido in magazzini immensi e ricchi di ciò che tutti desiderano comprare, e di abbagliarlo traendolo in inganno con un acquisto che ha fuorviato la sua capacità di oracolo.

Cosa mai saranno le simbologie degli I’Ching, dei tarocchi, dell’astrologia, dei fondi di caffè e quante altre rispetto a quelle che si possono costruire partendo dalle tracce che lasciamo navigando nel web, o consultando giocattoli per adulti quali smartphone e tablet?

Simbologie che oracoli moderni interpretano e utilizzano per indirizzare i nostri desideri in possibili acquisti, ma non solo.

Oracoli così sicuri di se che dopo gli ultimi acquisti da me fatti per regali al nipote, mi ritrovo che l’oracolo digitale più in voga, mi offre di perdermi in desideri che forse potrebbero essere del nipote, ma certamente non i miei.

Lui nel voler abbagliare me con luccicanti desideri d’acquisto, è rimasto accecato, e ora l’amazzone galoppa sempre più confuso tra pentole, libri, giochi e altri ammennicoli che sono irrilevanti per me, ma che ho consultato, visionato, acquistato o regalato ad altri.

E pensare che l’amazzone, e come lui molti altri oracoli digitali, hanno una schiera di sacerdoti del dato ma, poverini loro, sono tutti senz’anima e pensiero: sono in maggior parte algoritmi che, per quanto ottimi e ben studiati, il pensiero, la curiosità e l’arbitrio umano se lo sono dimenticato, anzi non lo hanno mai conosciuto.

Sorrido e vado oltre, dato che l’amazzone che cavalca nei magazzini dei desideri dopotutto dei danni non mi crea.

È altrove che si creano danni “ambientali” a cui prestare attenzione, luoghi dove si stanno innalzando ponti su fiumi che sempre più si ingrossano a causa dei flussi tumultuosi ricchi di dati di vario tipo che vi scorrono impazziti.

Fiumi alimentati dalle numerose persone nel mondo che durante le ventiquattro ore sfogliano una pagina web, mettono un “mi piace” ad un commento, ad un’immagine, ad un testo, inseriscono nella lista dei desideri un oggetto, entrano in un negozio, usano una carta di credito, usano una carta di fedeltà, fanno acquisti su un sito di e-commerce, vanno a teatro, entrano in negozi, vivono in luoghi sociali e pubblici, stanno seduti e giocano con i loro tablet, pubblicano una notizia su un social network, e per di più mentre queste persone dormono i loro “aggeggi” lavorano incessantemente ricevendo ed inviando dati.

Quanti individui e quanti dati ? Milioni, Miliardi, Bilioni, Triliardi ?

Ecco come questi rigagnoli alimentati dalla singola persona, si trasformano in torrenti che si diramano e alimentano fiumi che si ingrossano, travolgono e alimentano bacini e oceani colmi di dati e informazioni.

Bacini e oceani che permettono ai sacerdoti del dato una pesca miracolosa da offrire in sacrificio agli oracoli digitali, per così ottenere fausta previsione utile al manager aziendali per vincere nei mercati, proliferare, controllare e sopraffare il concorrente.

Intendiamoci nulla di nuovo, nell’antichità prima di affrontare decisioni vitali, battaglie o guerre, ma anche altro, l’oracolo tramite i suoi sacerdoti dava il suo vaticinio ai nobili “manager” guerrieri del passato .

Decisioni, decisioni: Non alzare il ponte, abbassa il fiume

In realtà ogni giorno succede qualcosa di nuovo, di appariscente e fastidioso, ovvero qualcuno in qualche luogo prende una decisione, a volte consultando dati, altre volte seguendo un costrutto mentale, di certo usa l’oracolo che è in noi.

Quindi oltre agli oracoli moderni, diventati meccanicisti come lo è il mondo attuale, dal passato stiamo emulando la creazione di moderne effemeridi utili per tracciare il percorso non più di astri celesti, ma di uomini e macchine.

Prevedere, prevedere e poi ci insospettiamo se qualcuno dice che ha letto un libro di un mago !

Perciò tutti a lavorare per creare le effemeridi del web, ovvero predire posizioni e quindi dedurre fatti e perciò leggendo ed interpretando miliardi di dati che raccontano fatti, saremo certi di trovare in un futuro smart, un parcheggio libero, il prodotto ideale, una diagnosi perfetta, il compagno/a ideale, la dieta ideale, il percorso ideale…….

Intanto i cambiamenti avvengono e i dati, le decisioni, i fatti, si accumulano in forme e memorie che di umano hanno sempre ben poco.

E intanto che studiamo, raccogliamo, prepariamo, analizziamo e creiamo l’algoritmo, il giorno è passato, e il tempo è cambiato.

Le decisioni umane, l’umano arbitrio, e nel tempo anche il cielo e le stelle, hanno fatto si che la razza umana sia arrivata ad oggi, dove pensiamo di portarla questa razza umana con questa sovrabbondanza di dati raccolti e stipati nei silos dell’informazione ?

Alimenteremo l’uomo con dati ? Cureremo l’uomo solo grazie ai protocolli decisi da oracoli ?

Che danni “ambientali” stiamo producendo ? Diritti, Doveri ? Quien sabe.

Per interpretare i geroglifici egizi si dovette attendere il 1799 con il ritrovamento della Stele di Rosetta, chissà i posteri quando troveranno un’archivio di terabyte o petabyte cosa capiranno, come interpreteranno ?

Per ora sarà quindi meglio usare la veloce lentezza delle decisioni umane, con gli strumenti adeguati che già ci sono e gli asini lasciamoli volare.

Quindi anzichè cercare il sacerdote e il suo oracolo, agiamo qui, ora , adesso e subito, perché domani è un’altro giorno.



Categorie:Futuro presente

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